In giro per la Liguria (L. MONTI, E. STURANI, La Terra dell’uomo. Corso di geografia per la scuola media vol.I, Milano, Principato Editore, 1970, p. 26)
La Liguria si divide in tre parti La Liguria è come una grande falce montuosa e collinosa, bordata dall’oro della sabbia e dall’argentea spuma delle onde che s’infrangono sugli scogli. Essa può esser divisa in tre settori: dal confine francese fino a Savona, la Riviera di Ponente; al centro, da Savona a Genova, la zona industriale e commerciale; da Genova a La Spezia, la Riviera di Levante. Entrambe le riviere sono costituite da una lunga fila di ridenti cittadine la cui economia è prevalentemente basata sul turismo: qui la bellezza del paesaggio s’unisce alla mitezza del clima per attirare ogni anno milioni di villeggianti.
L’impronta del lavoro umano Sia nella zona industriale compresa tra i due maggiori porti della regione, sia lungo le due riviere, il paesaggio reca fortemente impressa l’impronta del lavoro umano: nella zona industriale e commerciale tra Genova e Savona è tutto un accavallarsi di strade e ferrovie; ogni metro quadrato di terreno è occupato da case, fabbriche, depositi; verso il cielo svettano gru e ciminiere; dal mare viene il sibilo delle sirene dei rimorchiatori, da terra risponde il fischio dei treni. Lungo le due riviere è invece un ininterrotto susseguirsi di giardini e parchi, spiagge e scogliere, ville e antichi villaggi di pescatori dalle case vivacemente colorate. Un ultimo angolo di paradiso Possiamo ancora ammirare questi pittoreschi villaggi, soprattutto nella zona compresa tra Sestri Levante e La Spezia ove la Via Aurelia si allontana dalla costa troppo ripida. Qui la montagna scoscende sul mare con alte pareti rocciose; contro gli scogli dei promontori, quando il mare è in burrasca, le onde si accaniscono infrangendosi in mille spruzzi, coprendoli di bianca spuma. Ma, in fondo alle baie ben riparate dai venti, si aprono piccole spiagge; qui sorgono i villaggi di cui abbiamo parlato. Nella zona più scoscesa e rocciosa, che precede il Golfo della Spezia, si trovano
Le Cinque Terre: sono cinque incantevoli paesini che sino a ieri potevano esser raggiunti soltanto per mare o con la ferrovia; questa corre quasi tutta in galleria e solo per brevissimi tratti, abbagliato dalla luce improvvisa, tu puoi ammirare dal finestrino un suggestivo scorcio di mare azzurro, di spume bianche, di grigi ed aguzzi scogli, di piccole case rosa abbarbicate alla roccia. Ormai anche qui si sta costruendo la strada e questo angolo di paradiso andrĂ fatalmente perduto se il buon senso non prevarrĂ sulla speculazione.
La Riviera invasa dal cemento Là dove la Via Aurelia rende più comodo l’accesso, là dove il monte scende meno a precipizio sul mare, là dove le spiagge si aprono più vaste e sabbiose, il cemento ha rovinato per sempre il paesaggio. Proprio per poter ospitare tutti i turisti e far posto ancora a molti altri, non si è esitato a deturpare il paesaggio con enormi casermoni di cemento armato. Sulle falde dei monti s’inerpicano case, ville, pensioni; attraverso il paese, divenuto ormai una piccola città , passa l’Aurelia, col suo flusso continuo e rumoroso di veicoli; sui lungomare, da affollatissimi caffè concerto scaturiscono le musiche assordanti dei juke-box; sulla spiaggia una serie interminabile di ombrelloni, di sedie a sdraio, di gente seminuda che si unge contro le scottature, che sente la radiolina, che si abbronza; poi, finalmente, il mare. Ci si tuffa, ma anche qui non c’è pace: infischiandosi dei regolamenti, a pochi metri dalla riva, i cacciatori subacquei, col fucile spianato, sperano d’infilzare qualche pesce superstite; rombanti motoscafi ti saettano attorno.